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I 6 principi di Cialdini spiegati con esempi pratici nel food marketing

6 principi della persuasione di Robert Cialdini: esempi nel mondo food

Cosa troverai nell'articolo?

Quando scegliamo cosa mangiare, dove andare a cena o quale prodotto alimentare comprare, ci piace pensare di essere razionali. In realtà, la maggior parte delle decisioni avviene molto prima che entri in gioco la logica.

Negli anni ’80, Robert Cialdini ha studiato proprio questi meccanismi, individuando sei principi che guidano le scelte quotidiane delle persone. Possiamo definirle come scorciatoie mentali che utilizziamo tutti, ogni giorno, spesso senza rendercene conto.

Nel settore food questi principi sono davvero ovunque, dai menù al servizio in sala, dai social al modo in cui un prodotto viene raccontato o presentato.

Reciprocità: quando riceviamo, sentiamo di dover restituire

La reciprocità è uno dei principi più naturali. Infatti, quando qualcuno ci offre qualcosa, anche di piccolo, scatta automaticamente il desiderio di ricambiare.

Nel food lo vediamo continuamente ad esempio un assaggio offerto in una bottega, un’entrée della cucina, un biscotto con il caffè o una mentina insieme al conto non sono gesti casuali. Non obbligano nessuno ma creano una predisposizione positiva.

Lo stesso vale online. Un ristorante che condivide ricette, consigli, contenuti utili o dietro le quinte sta dando valore prima ancora di chiedere una prenotazione.

Nel mondo delle aziende alimentari questo avviene, ad esempio, quando un brand inserisce all’interno di un ordine online una piccola sorpresa, come una bustina omaggio, una ricetta stampata o un codice sconto per l’acquisto successivo.

Allo stesso modo, un’azienda che condivide gratuitamente un ricettario, una guida agli abbinamenti o contenuti utili sui social sta creando un primo scambio.

Chi riceve, difficilmente resta indifferente.

Impegno e coerenza: una volta iniziato, tendiamo a continuare

Quando prendiamo una piccola decisione, tendiamo a restare coerenti con quella scelta. È un modo che il nostro cervello usa per sentirsi stabile e affidabile.

Per un’azienda alimentare questo principio entra in gioco, ad esempio, quando invita le persone a iscriversi alla newsletter per ricevere ricette stagionali o consigli sull’uso dei prodotti. L’iscrizione è crea un primo legame.

Da lì in poi, acquistare quel prodotto sugli scaffali o online diventa più naturale perché il cliente ha già detto un primo “sì” al brand e tende a mantenere coerenza con quella scelta iniziale.

Riprova sociale: se lo scelgono gli altri, sarà una buona scelta

Quando non sappiamo cosa scegliere, guardiamo cosa fanno gli altri e ci verrebbe da dire che è un comportamento profondamente umano.

Nel settore alimentare questo è evidente quando un prodotto viene accompagnato da recensioni, testimonianze o contenuti realizzati dai clienti. Vedere altre persone usare un prodotto, raccontare come lo consumano o mostrarlo nella quotidianità riduce l’incertezza.

Anche una semplice dicitura come “il nostro prodotto più acquistato” o “scelto da oltre 10.000 famiglie” serve a rassicurare.

Simpatia: ci fidiamo di chi ci piace

Compriamo più volentieri da chi ci è simpatico, da chi sentiamo vicino e da chi percepiamo vero.

Per un’azienda alimentare questo principio si costruisce soprattutto attraverso il racconto. Mostrare le persone dietro al prodotto, raccontare perché è nato, condividere valori come l’attenzione agli ingredienti o al territorio crea un senso di familiarità.

Un brand che parla con un tono umano, che non si nasconde dietro contenuti puramente promozionali, diventa più riconoscibile e più facile da scegliere.

Autorità: affidarsi a chi ne sa più di noi

Quando qualcuno viene percepito come esperto, siamo più propensi ad ascoltarlo. È una scorciatoia mentale che ci aiuta a decidere senza dover analizzare tutto da zero.

Nel caso di un’azienda alimentare, l’autorità può emergere dal modo in cui vengono spiegati i processi produttivi, le materie prime o le scelte fatte lungo la filiera. Un brand che sa raccontare perché utilizza un certo tipo di grano, un determinato metodo di lavorazione o una specifica stagionalità trasmette competenza.

Quando l’autorità è percepita come reale, la fiducia arriva molto più facilmente.

Scarsità: ciò che è limitato sembra più prezioso

Quando qualcosa non è sempre disponibile, acquista automaticamente valore.

Per un’azienda alimentare questo principio può essere reale e coerente. Una produzione stagionale, una tiratura limitata, una linea speciale legata ad un periodo dell’anno o ad una collaborazione specifica comunicano che quel prodotto non è infinito.

Sapere che non sarà disponibile per sempre rende la scelta più immediata.

La scarsità, quando è vera e ben comunicata, crea attenzione.

 

Tutti questi principi funzionano solo se sono coerenti, quando vengono forzati, il risultato è l’effetto opposto: diffidenza.

Capire i principi di Cialdini ci consente di comunicare meglio, a costruire esperienze chiare e riconoscibili ed è lì che le persone scelgono, spesso senza nemmeno accorgersene.

 

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