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Grafica con testo “La IV gamma: cos’è e quali strategie adottare per promuoverli”, con sfondo a griglia e verdure fresche.

Tuberi e ortaggi di quarta gamma: come cresce la domanda e quali strategie adottare per promuoverli

Cosa troverai nell'articolo?

Il mercato dei tuberi e degli ortaggi di quarta gamma, cioè quei prodotti freschi, lavati, tagliati e pronti al consumo, sta vivendo una fase di crescita costante.

Oltre al cambiamento che riguarda le abitudini alimentari, si sta vedendo un cambiamento nel modo in cui i consumatori percepiscono la freschezza, la praticità e la salute.

Cos’è la “quarta gamma”?

Con il termine quarta gamma si indicano tutti quei prodotti ortofrutticoli freschi, sottoposti a minima trasformazione industriale: lavaggio, taglio, asciugatura e confezionamento in atmosfera protettiva, sono alimenti pronti da consumare o cucinare.

Esempi tipici:

  • insalate miste pronte in busta;
  • carote o zucchine julienne;
  • patate precotte o già tagliate per la cottura;
  • mix di verdure per zuppe o contorni.

Negli ultimi cinque anni, secondo i dati Nielsen e Nomisma, il comparto ha registrato una crescita media annua del 6-8% in valore.

In Italia, il 70% dei consumatori dichiara di acquistare regolarmente prodotti di quarta gamma, soprattutto per mancanza di tempo e desiderio di mangiare sano senza rinunciare alla praticità.

Il nuovo consumatore

Per capire davvero la crescita del settore, bisogna partire da chi guida ogni scelta: il consumatore.

Parliamo di un consumatore urbano, informato e costantemente sotto pressione, che ricerca equilibrio tra velocità, benessere e responsabilità.

Tre sono i driver principali che orientano le sue scelte:

1. Tempo e praticità

Viviamo in un’epoca in cui il tempo è percepito come la risorsa più scarsa. Il consumatore moderno cerca prodotti pronti all’uso, che semplificano la routine quotidiana ma mantengono standard elevati di gusto e qualità.

Non vuole “rinunciare” al piacere del cibo: vuole semplificarlo.

2. Benessere e salute

La pandemia ha ridefinito la percezione del cibo, diventando sempre di più uno strumento di prevenzione e cura di sé.

Le persone cercano soluzioni immediate ma salutari e le verdure pronte o i piatti bilanciati diventano una risposta concreta a questa esigenza. Il motto: “Sano, buono e subito pronto.”

Le aziende che riescono a unire questi tre elementi costruiscono fiducia e abitudine, due leve chiave nel marketing alimentare.

3. Sostenibilità e spreco zero

Infine, un tema che non è più una tendenza, ma un prerequisito. Il consumatore è sensibile all’impatto ambientale e valuta i brand anche in base alla trasparenza e alla coerenza delle loro scelte produttive.

Confezioni monoporzione o calibrate riducono gli sprechi, ma soprattutto comunicano attenzione e responsabilità.

Chi racconta con chiarezza la propria filiera, chi dimostra impegno reale nella riduzione dell’impatto ambientale, oggi parla di valori e questo crea legame, non solo consumo.

I tuberi: da alimento povero a prodotto “smart”

Un caso interessante è quello dei tuberi di quarta gamma, come le patate fresche tagliate, già lavate e pronte per la cottura.

Da prodotto umile e tradizionale, la patata è diventata un ingrediente contemporaneo, inserito nelle logiche del convenience food di qualità.

Esempio reale: McCain e la “Smart Potato”

Il brand canadese McCain, leader nel mercato delle patate, ha lanciato in Europa una linea di patate fresche ready-to-cook, destinate alla GDO e ai servizi di ristorazione veloce.

La campagna “Smart Potato” ha spostato la narrazione dal concetto di “frittura” a quello di versatilità e semplicità d’uso, presentando la patata come un “ingrediente intelligente per ogni occasione”.

La strategia ha tre punti chiave:

  • visual puliti e contemporanei, con focus su texture e colore naturale del prodotto;
  • ricette veloci e bilanciate, in collaborazione con chef e content creator;
  • storytelling educativo, basato su tracciabilità e qualità del suolo.

Il risultato è stato un incremento del 15% nelle vendite nella fascia “premium convenience”, cioè prodotti pronti ma percepiti come autentici e genuini.

Spicchi di patata con buccia, aromatizzati e speziati con pepe nero e paprika che regalano al palato un gusto unico e avvolgente!
Fonte: www.mccain.it

Gli ortaggi di quarta gamma: comunicare freschezza e trasparenza

Nel caso degli ortaggi pronti, il valore competitivo sta nella fiducia.

L’utente si aspetta garanzie visive e informative: trasparenza del pack, filiera chiara, data di confezionamento ben visibile, e un tono comunicativo sincero e sostenibile.

Esempio reale: Bonduelle e la “Green Fresh Experience”

Bonduelle, pioniere del segmento, ha adottato un approccio human-centered alla comunicazione:

  • ha introdotto packaging più sottili e completamente riciclabili;
  • ha lanciato campagne che parlano di origine e filiera;
  • ha inserito QR code sulle confezioni che permettono di visualizzare i campi di provenienza.

In questo modo, Bonduelle ha unito industria e naturalità, due concetti che in passato sembravano opposti.

Croccante con iceberg e carote di Bonduelle per dare un tocco di freschezza ai tuoi piatti a base di salmone, perché ogni piatto ha la sua insalata ideale.
Fonte: www.bonduelle.it

Strategie di marketing per i brand del settore

Promuovere prodotti ortofrutticoli di quarta gamma non significa solo sottolinearne la praticità, anzi i brand che comunicano meglio nel settore educano, emozionano e trasmettono fiducia, integrando marketing e valori reali.

Ecco alcune idee per delle strategie da poter adottare (e come metterle in pratica):

1. Educare con trasparenza

Il primo pilastro è la fiducia. Il consumatore vuole capire cosa sta comprando e, soprattutto, da dove proviene. Infatti, mostrare la filiera, dal campo alla tavola, è una strategia di posizionamento.

Quando un brand racconta i propri processi produttivi, comunica autenticità e cura.

La trasparenza oggi è un valore percepito come sinonimo di qualità e sicurezza, soprattutto nel settore fresco e attraverso una narrazione visiva coordinata (video brevi, backstage, contenuti verticali per TikTok o Reels) si può amplificare la fiducia.

2. Valorizzare la stagionalità

La stagionalità è un concetto che spesso sfugge nel mondo della quarta gamma ma che può diventare un differenziale competitivo.

Comunicare che un prodotto è legato ad un preciso periodo dell’anno rafforza il legame emotivo con la natura e con il ritmo agricolo, questo tipo di storytelling trasforma un bene standardizzato in un prodotto che dialoga con il territorio e con il tempo.

In termini di marketing, è un modo per restituire valore e autenticità a un prodotto percepito come industriale.

Inoltre, la stagionalità funziona anche come leva commerciale: stimola l’urgenza (“solo per poco”) e favorisce l’acquisto d’impulso.

3. Integrare la sostenibilità nel messaggio

Nel 2025 la sostenibilità è una prova di coerenza, non basta introdurre un packaging riciclabile: serve spiegare il perché e il come.

L’eco-branding efficace costruisce una narrativa completa che parte dai materiali, passa per i numeri (es. CO₂ risparmiata) e arriva alle persone che rendono il processo possibile.

E’ importante ricordare che la sostenibilità diventa credibile solo quando è misurabile, dimostrabile e raccontata in modo concreto.

Ad esempio, in Francia, Florette ha lanciato il pack “Less Plastic, More Fresh”, riducendo del 30% l’uso di plastica. Un QR code sul packaging permette di calcolare la CO₂ risparmiata: un gesto che riesce a trasformare un valore astratto in un dato tangibile.

4. Creare engagement con il contenuto

Nel marketing della quarta gamma, l’obiettivo è far entrare il prodotto nella vita delle persone.

I contenuti che funzionano sono quelli che mostrano utilità reale del prodotto: ricette, routine, tutorial e idee veloci.

L’engagement nasce dalla partecipazione: le persone vogliono ispirazione e la chiave è la dimostrazione d’uso, infatti più il consumatore si immagina mentre utilizza il prodotto, più cresce la propensione all’acquisto.

Quindi, la domanda di tuberi e ortaggi di quarta gamma è un cambiamento strutturale nel modo in cui le persone si relazionano al cibo.

Come insegna il marketing agroalimentare moderno, l’innovazione non sta nel tagliare meglio le verdure ma nel raccontare meglio perché le scegliamo.

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