Quando si parla di IKEA, le prime cose che vengono in mente sono mobili da montare e l’inconfondibile esperienza in store. Ma da anni c’è un altro simbolo che accompagna il brand svedese: le polpette di carne. Un piatto semplice, economico ma al contempo amatissimo dai clienti, tanto da diventare un vero e proprio segno distintivo dell’identità IKEA.
Ora queste polpette ricevono un nuovo palcoscenico: un piatto disegnato da Gustaf Westman, giovane designer noto per il suo approccio colorato e giocoso alle forme. Il piatto, presentato in anteprima e parte di una collaborazione di 12 pezzi che uscirà a settembre, è di un azzurro intenso e presenta 11 piccole cavità, ognuna pensata per ospitare una polpetta.
Westman ha spiegato che il design “mette in fila le polpette come se fossero sedute su piccoli troni”. È una dichiarazione ironica e perfettamente coerente con lo stile IKEA: prendere qualcosa di semplice e quotidiano e trasformarlo in un’esperienza accessibile a chiunque.
Il piatto arriva con un dettaglio che richiama in modo sottile il DNA IKEA: le istruzioni però questa volta non servono a montare un mobile, bensì a cucinare e impiattare le polpette. Un gioco linguistico e visivo che consolida il legame tra cibo e brand.
Maria O’Brian, creative leader di IKEA, ha raccontato che la collaborazione vuole “rileggere le tradizioni legate al momento del ritrovo in casa attraverso un design giocoso e inaspettato”.
Perché questa operazione funziona?
Il piatto per le polpette di IKEA è indubbiamente un oggetto di design ma al contempo un’idea che funziona su tanti livelli. Prima di tutto perché mette al centro qualcosa che già tutti associano al brand: le polpette. Queste sono diventate un simbolo, una piccola icona che racconta la parte più conviviale ed emotiva dell’esperienza IKEA. Dare loro un piatto dedicato significa renderle ancora più speciali, quasi “celebrarle” come un vero e proprio emblema del marchio.
In secondo luogo, c’è l’elemento dell’esperienza. Questo piatto trasforma il gesto di servire le polpette in un piccolo momento: non le butti semplicemente in una ciotola o in un piatto qualsiasi, le posizioni una accanto all’altra, ognuna con il suo spazio. È un gesto che rende il momento del pasto più divertente e memorabile e che di certo finirà immortalato in qualche foto su Instagram.
C’è poi l’ironia, che è da sempre parte del linguaggio IKEA. Le istruzioni serviranno a cucinare e impiattare le polpette: un dettaglio che fa sorridere ma che allo stesso tempo ribadisce la coerenza con l’identità del marchio. Sono proprio questi piccoli giochi a rendere l’esperienza IKEA unica e riconoscibile.
Infine, la collaborazione con un designer come Gustaf Westman aggiunge un tocco contemporaneo. Il suo stile giocoso, colorato e immediatamente riconoscibile intercetta un pubblico giovane, appassionato di design e collezionismo, che ama circondarsi di oggetti belli da mostrare. È qui che il piatto diventa qualcosa di più di un accessorio da cucina: diventa un oggetto che racconta una storia e che fa parte dell’universo IKEA.
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