loader image
Collage con pubblicità “Pass the Heinz” a New York, una confezione rosa Barbiecue e un tatuaggio del logo Heinz.

Le migliori campagne marketing di Heinz. Cosa possiamo imparare?

Cosa troverai nell'articolo?

Quando pensiamo a Heinz, l’immagine è quasi automatica: la bottiglietta di vetro con etichetta bianca e rosso brillante ma ridurre Heinz al solo ketchup è come dire che la pizza è “solo farina e acqua”. In oltre 150 anni, il brand ha costruito un universo: condimenti (ketchup, maionesi, salse), legumi (i celebri baked beans), zuppe, sughi, linee speciali e limited edition tematiche. L’icona è il prodotto, certo, ma la forza è l’architettura di marca: un sistema riconoscibile di colori, forme, naming e rituali d’uso che rendono Heinz immediatamente identificabile a scaffale e memorabile nella cultura pop.

La storia di Heinz

La storia di Heinz comincia nel 1869 a Pittsburgh, quando Henry John Heinz inizia a vendere rafano conservato in vasetti di vetro trasparente. È una scelta rivoluzionaria per l’epoca, perché mostrare il contenuto significava puntare tutto sulla fiducia e sulla qualità: niente etichette per nascondere difetti. Questa filosofia diventerà il cuore del brand.

Pochi anni dopo arriva il prodotto che farà la storia: il ketchup, lanciato nel 1876. Con lui nasce anche un linguaggio visivo curato, fatto di etichette riconoscibili e design coerente, che aiuta il marchio a distinguersi fin dall’inizio. Già a fine ’800 Heinz inizia a costruire una vera brand identity: introduce il simbolo “keystone” (richiamo alla Pennsylvania, lo Stato “Keystone”), distribuisce gadget come la celebre spilla a forma di cetriolino e si presenta alle esposizioni universali come marchio affidabile e innovativo.

Nel 1906, in un’epoca di scandali alimentari, Heinz diventa uno dei primi sostenitori del Pure Food and Drug Act, confermando la sua immagine di azienda trasparente e sicura. Le fabbriche si aprono alle visite del pubblico: far vedere come si produce diventa parte del marketing.

Con il passare dei decenni il brand si espande: conserve, zuppe, fagioli, fino a diventare presenza fissa sulle tavole di mezzo mondo. Gli anni ’60 e ’70 lo consacrano nella cultura delle persone, con campagne iconiche come “Beanz Meanz Heinz” nel Regno Unito, che rende il marchio sinonimo di prodotto.

Negli anni 2000 Heinz dimostra ancora una volta che design e funzionalità possono fare marketing: introduce la bottiglia cap-down, con tappo anti-goccia, trasformando l’esperienza d’uso in un vantaggio competitivo. Negli ultimi anni, invece, il brand si è spostato verso collaborazioni pop e strategie digitali: dal successo virale di Mayochup, nato dai social, alla campagna “Draw Ketchup”, che dimostra come, se chiedi a chiunque di disegnare il ketchup, tutti disegnano Heinz.

Ha saputo mantenere coerenza negli asset visivi – rosso, bottiglia, keystone – e, allo stesso tempo, reinventarsi con campagne che parlano ai nuovi consumatori.

Ed è proprio da qui che nasce una delle sue trovate più geniali: il famoso “57 Varieties”, due cifre che sono diventate un’icona globale, un simbolo di qualità, varietà e tradizione.

Le radici della leggenda – “57 Varieties”

Dietro la semplice scritta “57 Varieties” c’è molto più di un numero fortunato: c’è la nascita di uno dei simboli di branding più longevi e riconoscibili della storia. Siamo alla fine dell’Ottocento, negli Stati Uniti, quando Henry John Heinz, figlio di immigrati tedeschi e già imprenditore affermato, decide di dare al suo marchio un’identità unica. In quel momento l’azienda produceva ben più di 57 prodotti ma Heinz era convinto che il numero 57 fosse memorabile, elegante e portasse fortuna. Scelse dunque di scrivere sulle etichette “57 Varieties” per comunicare varietà e abbondanza, ma in modo chiaro e sintetico, creando un segno grafico inconfondibile.

Quella cifra è diventata parte integrante dell’identità visiva del brand. Ancora oggi, vedere il numero “57” significa pensare immediatamente a Heinz: è un esempio magistrale di branding minimalista, un concetto che sarebbe diventato centrale oltre un secolo dopo.

Nel design della storica bottiglia di vetro del ketchup Heinz, il numero “57” è inciso in rilievo sul collo. I clienti hanno imparato a dare un piccolo colpo esattamente su quel punto per far scendere meglio la salsa, trasformando un’azione banale in un gesto distintivo, che ancora oggi fa parte della narrativa del brand.

Questo è design comportamentale: Heinz ha creato un’esperienza tattile e memorabile che collega il prodotto al marchio in modo indelebile. L’attesa del ketchup che scende lentamente dalla bottiglia è diventata una prova di qualità: più denso, più ricco e più buono.

Heinz aveva già intuito due concetti chiave che oggi studiamo nei manuali di marketing:

  1. La forza della semplicità. “57” è una micro-unità semantica che condensa varietà, storia e qualità in due sole cifre.
  2. Il branding esperienziale. Un gesto che rende memorabile l’utilizzo del prodotto.

Questa scelta visionaria ha creato un’icona che ha superato le mode e ha reso Heinz un punto di riferimento mondiale. Oggi, il numero “57” non indica più varietà ma significa Heinz: è diventato un simbolo culturale, come lo “swoosh” di Nike o il “rosso” di Coca-Cola.

Bottiglia di ketchup Heinz 57 rovesciata con sfondo sfocato e fette di salame in primo piano.
Fonte: www.digitalschool.com

Le migliori campagne marketing di Heinz

1. “The best things come to those who wait” (1980s)

Questa frase è una piccola rivoluzione semantica. All’epoca, il ketchup denso di Heinz veniva visto come un difetto, perché richiedeva attesa per scendere. Leo Burnett invece lo trasforma in un pregio: “la bontà richiede tempo”. Questa campagna, che include uno spot che valse un Gold Lion a Cannes con Matt LeBlanc, trasforma l’attesa in un gesto che rimase nelle menti delle persone. Il gesto del metter giù la bottiglia e aspettare diventa storytelling in miniatura. È una lezione: il limite del tuo prodotto può diventare esperienza memorabile.

2. “Pass the Heinz” (da Mad Men alla realtà)

La campagna “Pass the Heinz” riesce a comunicare il valore del prodotto senza mai mostrarlo direttamente. L’idea è semplice: immagini di cibi che tutti mangiamo (hamburger, patatine croccanti, bistecche) ma senza ketchup. Sotto, una sola frase: “Pass the Heinz”.

Il colpo di genio è tutto qui: l’assenza diventa messaggio. Guardando quelle foto, non serve che Heinz ti spieghi cosa manca. Il cervello colma automaticamente il vuoto: quel piatto ha bisogno del ketchup Heinz. In questo modo il brand diventa essenziale e implicito: l’ingrediente naturale che completa il cibo.

Cartellone pubblicitario Heinz con patatine fritte e slogan ‘Pass the Heinz’ a New York.
Fonte: www.reddit.com

3. “Beanz Meanz Heinz”

Nato nel 1967 su un tovagliolo e poi promosso in TV, è probabilmente lo slogan più iconico nel Regno Unito. Suona bene (“Beanz” con la z), si memorizza in un attimo, è perfetto per pack, spot e radio. E soprattutto, riesce a trasformare legumi in cultura popolare. Scritto tra una pinta e l’altra da Mo Drake, è rimasto in uso quasi ininterrottamente per decenni, diventando un jingle mentale. La lezione? Una buon copy vale più di mille grafiche.

4. “Draw Ketchup” (2021)

Il brand ha chiesto a un campione di persone, in diversi Paesi, di disegnare “il ketchup” (non di disegnare Heinz, non di disegnare una bottiglia specifica), solo di rappresentare “ketchup”. Il risultato? Il 97% dei disegni mostrava la bottiglia di Heinz, con il suo iconico colore rosso, l’etichetta bianca e il numero “57” in rilievo sul vetro.

Heinz è diventato sinonimo della categoria. Quando pensi “ketchup”, pensi automaticamente a Heinz. In marketing questo si chiama salienza mentale: sei il primo brand che viene in mente alle persone quando pensano a un prodotto.

Il termine parablema che ho usato è preso dal mondo del branding: significa diventare un simbolo universale, un riferimento talmente forte da non aver quasi più bisogno del logo per essere riconosciuto. È quello che succede con marchi come Coca-Cola, Apple o Nike.

5. “It Has to Be Heinz”

Qui Heinz mette in scena il rapporto quasi viscerale che le persone hanno con il marchio.

Parliamo di fan che portano la loro bottiglia Heinz nei ristoranti perché “nessun altro ketchup è all’altezza”, persone che si tatuano il logo o conservano le confezioni iconiche come souvenir. Il messaggio implicito è chiaro: Heinz è la salsa e lo dice il pubblico, non il brand. Questo approccio crea autenticità e rafforza il legame emotivo con chi già ama Heinz ma allo stesso tempo incuriosisce chi non è ancora fan.

Tatuaggio del logo Heinz Tomato Ketchup sul braccio di una persona, con slogan ‘It has to be Heinz’.
Fonte: horecanews.it

6. “Tomato Blood” (Halloween)

Il classico ketchup diventa “Tomato blood”, con packaging dedicati, etichette horror e un concept che invita le persone a usarlo come “sangue finto” per i loro costumi e party a tema. Heinz diventa parte della festa, un accessorio immancabile e il ketchup passa dall’essere condimento a oggetto di intrattenimento.

7. “Edchup” (Ed Sheeran)

Ed Sheeran è sempre stato un superfan dichiarato di Heinz. Il brand ha colto l’occasione per costruire una collaborazione autentica: nasce così “Edchup”, una limited edition di ketchup con un packaging personalizzato e contenuti social dedicati.

L’elemento chiave qui è la coerenza: Sheeran non è stato scelto perché famoso ma perché il suo amore per Heinz era già noto (ha persino un tatuaggio dedicato al brand). Questo ha reso la partnership credibile, il contrario di molte collaborazioni forzate tra brand e celebrity.

8. “Tomato Vodka Pasta Sauce” (collab con Absolut)

In questa campagna Heinz ha unito tradizione e innovazione: lanciare un sugo alla vodka in collaborazione con Absolut, uno dei marchi di alcolici più iconici al mondo. Il sugo alla vodka è un piatto vintage, amato negli anni ’80 e tornato trendy grazie ai social. Associare questa ricetta al pomodoro Heinz e a un partner così prestigioso ha trasformato il prodotto in una storia da raccontare. Quando vuoi espandere il marchio in una nuova categoria, collaborare con un partner riconosciuto nel suo settore è un modo per entrare nel mercato con autorevolezza.

9. “Barbiecue” (con Mattel)

Questa campagna è un esempio di real-time marketing. Heinz ha cavalcato l’onda della “Barbie mania” generata dal film di Greta Gerwig. L’idea di fondo è stata trasformare l’evento del momento in prodotto: una maionese vegana, con barbabietola per il colore rosa e un tocco BBQ per il gusto, confezionata in un packaging che sembrava uscito da un set cinematografico di Barbie.

Heinz intercetta il momento culturale più virale dell’anno e diventa parte della conversazione globale.

Bottiglia di Heinz Classic Barbicue Sauce in edizione limitata Barbie, circondata da utensili da cucina e stoviglie rosa su sfondo monocromatico rosa.
Fonte: corporate.mattel.com

10. “Ridiculously Late” (sugo per pasta)

Heinz entra nel mercato dei sughi pronti con decenni di ritardo. Invece di nascondere questa scelta strategica, la trasforma in storytelling: “Siamo ridicolmente in ritardo”.

L’autoironia disarma i competitor, crea simpatia verso il brand e rende la “novità tardiva” un evento atteso.

La comunicazione è diretta: Heinz ammette il ritardo ma lo fa con orgoglio e trasparenza, trasmettendo fiducia ai clienti (“se ci abbiamo messo così tanto, è perché volevamo farlo bene”).

11. “Lost in Love” (2025)

L’idea è semplice: un fan, addentando un hot dog condito con Heinz, perde completamente contatto con il resto del mondo. Il claim “Lost in Love” sintetizza questa esperienza sensoriale totale: quando il sapore è così irresistibile, tutto il resto sparisce. Questa campagna segna una fase evolutiva nella comunicazione Heinz: qui il ketchup diventa emozione.

12. “Breakfast Ketchup” (2025)

Breakfast Ketchup” rappresenta il lato provocatorio e innovativo del brand. Heinz ha preso un’abitudine discussa, mettere il ketchup a colazione e l’ha trasformata in una campagna virale.

Il brand ha ripensato il packaging, dandogli un design simile a quello dello sciroppo d’acero, proprio per stravolgere le aspettative e inserirlo in un contesto culturale nuovo (la colazione all’americana). La comunicazione è stata dirompente: campagne in metropolitana a New York, un Wordle personalizzato, buzz su Reddit e TikTok.

Heinz è riuscita a dominare la conversazione culturale partendo da un tema “banale” ma divisivo: ketchup sì o no a colazione?

Cosa possiamo imparare da Heinz?

La storia e le campagne di Heinz dimostrano che anche un prodotto apparentemente “semplice” come il ketchup può diventare un’icona mondiale. La chiave è nella capacità di raccontare storie, trasformare rituali quotidiani in esperienze e reinventarsi continuamente senza perdere autenticità.

Ci insegna che ogni brand, grande o piccolo, può costruire una narrazione forte se:

  • trova un simbolo riconoscibile (come il “57”) e lo trasforma nella sua firma personale
  • sfrutta difetti e limiti come elementi distintivi (la lentezza del ketchup è diventata un pregio)
  • dà voce ai fan: mettere il cliente al centro crea pubblicità spontanea e credibilità
  • abbraccia il real-time marketing: essere reattivi ai trend culturali, come nel caso di Barbie, rende il brand sempre rilevante
  • mescola tradizione e innovazione: ogni novità (Barbiecue, Breakfast Ketchup) funziona perché affonda le radici in una brand identity solida.

Dal celebre “57 Varieties” alla campagna “Lost in Love”, ogni mossa è un esempio di marketing strategico e creativo, che riesce a emozionare e far parlare di sé.

La comunicazione è più potente quando racconta storiee si connette con la cultura. Se il tuo prodotto riesce a farsi riconoscere anche senza logo, a generare affetto da chi lo utilizza e a sorprendere con intelligenza, allora hai raggiunto il vero obiettivo: trasformare un prodotto in una parte della vita delle persone.

Ti ricordiamo di iscriverti alla NEWSLETTER qui sotto per non perderti le prossime storie di brand food che dovresti conoscere e cosa possiamo imparare da loro!

 

Ricordati che ogni giorno pubblichiamo sui nostri social le notizie in breve e altri consigli utili per ristoratori e aziende food, seguici su Instagram e Tiktok!

Alla prossima, ti aspettiamo :)

Perché non condividerlo :)

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Notizie Marketing!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Ristorazione!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Consulenza!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Contenuti Gratuiti!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Social Media Marketing!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Food Photography!