Quando si parla di cibo, spesso si pensa che il prodotto sia il centro di tutto.
Lo stesso identico piatto può essere percepito in modo completamente diverso a seconda della generazione che lo guarda.
Questo accade perché il cibo è memoria, contesto, abitudini e identità e ogni generazione è cresciuta in un mondo diverso.
Capire queste differenze serve a comunicare, vendere e posizionarsi in modo più preciso.
Le generazioni: chi sono?
Prima di entrare nel rapporto con il cibo, è utile fare chiarezza su chi sono le principali generazioni.
- Baby Boomers (1946–1964): cresciuti nel dopoguerra, in un contesto di ricostruzione e stabilità.
- Millennials (1981–1996): la generazione della transizione tra analogico e digitale.
- Generazione Z (1997–2012): i primi veri nativi digitali, cresciuti con internet e social.
- Generazione Alpha (dal 2013 in poi): i primi a nascere in un mondo completamente digitale, con genitori Millennials.
Baby Boomers
Per i Baby Boomers, il cibo è legato al concetto di stabilità.
Sono cresciuti in un’epoca in cui mangiare significava soprattutto nutrirsi bene, avere certezze e mantenere abitudini. Per questo motivo, tendono a preferire piatti tradizionali e sapori riconoscibili alla loro generazione.
Il cibo era una necessità che doveva funzionare.
Questo ha costruito un atteggiamento:
- tendono a fidarsi di ciò che conoscono
- danno valore alla continuità
- sono meno inclini a sperimentare
Dal punto di vista del consumo, questo si traduce in comportamenti molto lineari, ovvero stessi negozi, stessi prodotti e stessa esperienza. La fedeltà è alta ma va guadagnata nel tempo.
Comfort food dei Baby Boomers
- pasta al forno
- arrosti
- zuppe tradizionali
- dolci casalinghi
Per loro, il comfort food è ritorno a casa.
Millennials
I Millennials rappresentano una generazione di transizione e con loro cambia tutto.
Il cibo diventa espressione personale.
Questa generazione ha trasformato il modo di vivere il food:
- sceglie cosa mangiare anche per ciò che rappresenta
- è attenta a ingredienti, origine e qualità
- usa il cibo per raccontarsi
Secondo diverse analisi, i Millennials sono quelli che più hanno legato il cibo a benessere, stile di vita e identità .
Il loro atteggiamento di consumo è molto più riflessivo perché prima di scegliere, valutano.
Infatti, si chiedono da dove arriva, come è stato prodotto e cosa rappresenta e dal punto di vista del consumo, questo si traduce in maggiore apertura alla sperimentazione, attenzione a qualità e ingredienti ma soprattutto, interesse per il racconto dietro al prodotto.
Comfort food dei Millennials
- avocado toast
- poke bowl
- burger gourmet
- piatti healthy ma appaganti
Per loro, il comfort food è equilibrio tra piacere e controllo.
Generazione Z
La Generazione Z è la prima a essere cresciuta completamente nel digitale e questo ha cambiato il modo in cui si sceglie cosa consumare. Infatti, le decisioni sono più veloci e più influenzate dal contesto sociale.
Qui entrano in gioco tre fattori chiave:
- social media
- globalizzazione
- velocità
La Gen Z cerca qualcosa che sia interessante, sia condivisibile e sia anche nuovo.
È una generazione che vive il cibo come esperienza visiva e culturale.
Tra gli aspetti principali emergono che si iniziano ad amare i sapori intensi e globali, sperimentare combinazioni nuove e un aspetto da prendere in considerazione con attenzione: sono molto influenzata dai trend online.
Ricerche recenti mostrano come questa generazione sia più propensa a cercare cibi speziati, piatti fusion e esperienze personalizzabili
Comfort food della Gen Z
- ramen
- street food internazionale
- snack “instagrammabili”
- comfort ibridi (dolce + salato)
Per loro, il comfort food è stimolo e intrattenimento.
Generazione Alpha
La Generazione Alpha è ancora in crescita ma alcuni segnali sono già chiarissimi.
È una generazione cresciuta con tecnologia e delivery, influenzata dai genitori Millennials e molto esposta a temi ambientali.
Il loro rapporto con il cibo è diverso fin dall’inizio, da una parte cercano divertimento e colori ma dall’altra sono già abituati a concetti come plant-based, sostenibilità e origine del cibo.
È una generazione che non ha mai conosciuto un mondo senza tecnologia e questo significa che il loro modo di consumare è ancora più immediato e interattivo.
Sono abituati a scegliere rapidamente, interagire con i contenuti e personalizzare l’esperienza
Crescendo in un contesto già influenzato da sostenibilità e alimentazione consapevole, sviluppano fin da subito una sensibilità diversa rispetto alle generazioni precedenti.
Comfort food della Gen Alpha
- snack creativi
- pizza e varianti personalizzate
- dolci colorati
- prodotti plant-based
Per loro, il comfort food è divertimento e familiarità digitale.
Non cambia il prodotto ma cambia il significato
A questo punto emerge che il prodotto è lo stesso ma la percezione è completamente diversa.
Per comprendere come cambiano le percezioni nel consumo alimentare, può essere utile osservare un singolo prodotto e analizzarlo attraverso lo sguardo delle diverse generazioni. L’avocado è probabilmente uno degli esempi più interessanti degli ultimi anni.
Fonte: www.nutritionsource.hsph.harvard.edu
Parliamo di un alimento che, dal punto di vista oggettivo, resta sempre lo stesso ovvero non cambia nella sua composizione, nel suo sapore o nelle sue caratteristiche nutrizionali. Eppure, ciò che cambia radicalmente è il significato che gli viene attribuito.
Per i Baby Boomers, l’avocado si colloca ancora in una zona di distanza culturale. È percepito come un alimento relativamente recente, non radicato nella tradizione alimentare e quindi non pienamente necessario. Può generare curiosità ma difficilmente entra nella quotidianità. Rimane un elemento occasionale, spesso legato a contesti specifici, come un ristorante o una situazione fuori dall’ordinario. In altre parole, non diventa mai parte integrante della routine, perché non risponde a quel bisogno di stabilità e continuità che caratterizza il consumo di questa generazione.
Con i Millennials avviene un primo passaggio decisivo perché l’avocado diventa un simbolo. È in questa fase che il cibo inizia ad essere caricato di significati identitari. L’avocado rappresenta un certo modo di vivere: attenzione alla salute, cura degli ingredienti e apertura verso modelli alimentari contemporanei. L’esempio più emblematico è l’avocado toast. Comunica equilibrio, consapevolezza e appartenenza ad uno stile di vita.
Con la Generazione Z il significato cambia nuovamente e si sposta su un piano ancora più dinamico. L’avocado perde parte della sua funzione simbolica legata allo stile di vita e diventa materia prima per la creazione di contenuti ed esperienze. Viene reinterpretato, inserito in combinazioni inaspettate, reso visivamente interessante e soprattutto condivisibile. È qui che il cibo si intreccia completamente con il linguaggio dei social media, diventando parte di una narrazione più ampia.
Con la Generazione Alpha, infine, assistiamo a un ulteriore passaggio: la normalizzazione. L’avocado non è più né una novità né un simbolo ma è semplicemente presente. Fa parte del contesto alimentare in cui questa generazione cresce, senza bisogno di essere giustificato o raccontato. Tuttavia, viene vissuto in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti. L’avocado può essere inserito in piatti colorati, in combinazioni semplici, in formati pensati per essere immediati e coinvolgenti.
Questo percorso mostra come il valore di un prodotto non sia mai fisso.
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