Campari e il ritorno del media mix a 360°: come si costruisce un ecosistema di marca nella nuova era dello spritz
Il gruppo Campari torna a far parlare di sé con una strategia che combina ampliamento di gamma e comunicazione integrata. La sfida è chiara: intercettare gusti emergenti e generazioni più giovani con nuovi prodotti e una narrazione esperienziale e valoriale.
Due nuovi Spritz, due nuovi target
Con il lancio di Sarti Rosa e Mondoro, il Campari Group espande la propria offerta nel mondo dell’aperitivo.
- Sarti Rosa punta su note fruttate, fresche e conviviali;
- Mondoro strizza l’occhio agli amanti dell’Hugo, ideale per i giovani adulti e nei contesti estivi.
Si tratta di un’operazione di segmentazione del gusto: la stessa occasione di consumo (l’aperitivo), ma con gusti e mood differenti per target differenti.
La comunicazione omnicanale: punti vendita, social ed eventi
Campari Group ha riattivato un piano di comunicazione a 360°, con touchpoint fisici (eventi, locali e materiali POP), attivazioni digitali, e il coinvolgimento di influencer.
Da Milano con l’iniziativa “Tu che spritz sei?” alla Torre Velasca brandizzata Campari, fino alla presenza ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia: il brand presidia spazi pubblici e culturali ad alto valore simbolico.
Il messaggio è chiaro: il brand vuole trasformare i contesti in cui compare. Qui entra in gioco lo storytelling valoriale, con il concept “Red Passion”, che unisce arte, cinema, emozione e ritualità.
Campari vende un’esperienza culturale e di lifestyle.
Con la campagna 2025, il gruppo mostra come un brand storico possa continuare a evolversi parlando a pubblici nuovi, senza mai perdere la propria identità.
Limoncè aperitivo alla siciliana: come si entra in una nuova categoria con identità e territorio
Dopo anni di consolidata presenza nel mondo del limoncello, Limoncè decide di rinnovare il proprio posizionamento lanciando un prodotto tutto nuovo: Limoncè aperitivo alla siciliana. Non si tratta solo di una nuova referenza, ma di un vero e proprio rebranding parziale, pensato per entrare nella categoria degli aperitivi, oggi tra le più dinamiche e in crescita nel panorama beverage.
Brand stretching con coerenza
Uno dei principali rischi nei progetti di estensione di linea è la perdita di coerenza rispetto alla marca originaria. Limoncè, invece, gioca nella continuità: sfrutta la forza della sua identità territoriale e gustativa (limone, Sicilia ed estate) per lanciare uno spritz fresco e fruttato.
Il Limoncè Aperitivo alla Siciliana si propone come: una variante leggera e rinfrescante dello spritz tradizionale e un’opzione estiva con bassa gradazione alcolica.
Strategia media omnicanale
Il piano media curato da Next Different è costruito con un mix intelligente di presenza digitale, esperienziale e retail:
- video strategy su social con formati pensati per esprimere una nuova identità visiva e sensoriale;
- attivazioni nei locali di tutta Italia, per incentivare la prova prodotto nel momento del consumo: l’aperitivo;
- presenza nei punti vendita GDO per favorire l’acquisto d’impulso;
- maxi-affissione animata ai Navigli (Milano): un vero landmark visivo e simbolico. Il luogo dell’aperitivo per eccellenza diventa teatro del lancio.
Potremmo definirlo un riposizionamento soft: il brand resta fedele alla sua identità mediterranea ma la evolve in chiave moderna e funzionale.
Inoltre, una riflessione va fatta sulla maxi-affissione sui Navigli che è una vera dichiarazione d’intenti. Limoncè vuole esserci dove l’aperitivo è una cultura.
San Daniele DOP: un piano europeo per comunicare sostenibilità, identità e territorio
In un contesto dove il valore percepito del food si gioca sempre di più su sostenibilità, trasparenza e storytelling, il Consorzio del Prosciutto di San Daniele avvia una strategia: un piano triennale cofinanziato dalla UE per rafforzare la presenza del brand nei mercati europei, posizionandolo come simbolo di eccellenza sostenibile.
La sostenibilità come leva strategica
Il progetto, dal titolo “The Sustainability of San Daniele PDO”, si fonda su un messaggio chiave: sostenibilità concreta, non solo dichiarata.
San Daniele investe in:
- eventi esperienziali come viaggi stampa e degustazioni,
- contenuti video e documentari,
- attivazioni sul territorio capaci di mostrare il processo, le persone e il prodotto in modo trasparente.
Una comunicazione integrata in 3 paesi
Il piano coinvolge tre mercati strategici: Italia, Francia e Germania. Il format è pensato per essere replicabile e scalabile alle differenze culturali tra i Paesi.
Perché funziona dal punto di vista marketing?
Il valore percepito della DOP viene aumentato non solo grazie alla qualità intrinseca del prodotto, ma attraverso una narrazione coerente con i valori contemporanei: ambiente, tradizione, trasparenza e tracciabilità.
Inoltre, coinvolgere giornalisti, food blogger e influencer sul luogo di produzione consente di generare contenuti autentici e di trasformare gli ospiti in ambassador. Un contenuto costruito in loco ha una forza persuasiva maggiore di una semplice ADV.
Il piano è perfettamente allineato agli obiettivi europei sulla promozione delle DOP/IGP e sulla sostenibilità. Un vantaggio anche in termini di accesso ai fondi, collaborazione istituzionale e reputation internazionale.
La sostenibilità, qui, non è un claim pubblicitario. E la comunicazione è un ecosistema narrativo capace di costruire reputazione e valore sul lungo periodo.
Lavazza Crema&Gusto e la “Vita Lenta”
Nel marketing contemporaneo, soprattutto nel settore food & beverage, l’esperienzialità è la nuova pubblicità. I consumatori vogliono vivere i brand, non solo acquistarli. Lavazza lo sa bene e con l’attivazione “Vita Lenta” porta a Napoli un evento immersivo che celebra la cultura del caffè, la lentezza e le tradizioni locali.
L’evento si inserisce nel Campania Teatro Festival 2025, uno dei principali appuntamenti culturali del Sud Italia. Lavazza ha scelto un luogo simbolico, il Cortile delle Carrozze del Palazzo Reale di Napoli, per trasformarlo in un’esperienza a cielo aperto.
Promuovere Lavazza Crema&Gusto attraverso una narrazione valoriale che unisce:
- la ritualità del caffè napoletano
- il concetto contemporaneo di “slow living”
- l’identità culturale e creativa del territorio
In una vita dominata dalla velocità, Lavazza propone il contrario: la lentezza come valore.
Rocco Hunt e Giuseppe Pirozzi sono i volti scelti per rappresentare due aspetti complementari: musica e quotidianità. In più, la mostra fotografica di @vita_lenta e le illustrazioni live di Francesca Grillo offrono un’estetica coerente con il concept.
Perché è una notizia marketing interessante?
- marketing culturale: Lavazza si posiziona come promotore di uno stile di vita;
- valorizzazione del territorio: Napoli diventa cuore pulsante dell’iniziativa, rafforzando l’autenticità;
- attivazione multi-touchpoint: evento, GDO, media, digital, branded content e concorso;
- creator branding: coinvolge testimonial e influencer che parlano al target giovane.
In Italia dove il rito del caffè è sacro, riuscire a farlo evolvere con un linguaggio nuovo (visivo, emotivo e culturale) è una mossa interessante. Crema&Gusto diventa un simbolo di rallentamento, connessione e appartenenza.
Il Parmigiano Reggiano arriva in Giappone. E lo fa con un piano culturale (non solo pubblicitario)
Portare un prodotto italiano così radicato nella nostra quotidianità come il Parmigiano Reggiano all’estero, in particolare in un paese culturalmente distante come il Giappone, non è un’operazione semplice. Ma può diventare una grande lezione di marketing internazionale, se condotta con intelligenza strategica e profonda conoscenza del mercato.
Un mercato diverso, una strategia diversa
Il piano triennale sviluppato da Yamano & Associates (Gruppo Ad Store) non si limita a “pubblicizzare un formaggio”. Si tratta di creare un ponte tra due culture. E lo fa con un concept dal titolo interessante: The Way of Parmigiano Reggiano. Un richiamo diretto alla filosofia giapponese del “Dō” (la via), che accompagna discipline come il sadō (cerimonia del tè) o il kendō.
Differenze culturali chiave da considerare:
- in Italia, il Parmigiano Reggiano è vissuto come prodotto quotidiano e popolare;
- in Giappone, il concetto di formaggio è meno presente nella dieta tradizionale. Serve educare al gusto, ma anche al contesto;
- in Italia si può puntare sull’heritage. In Giappone serve legarlo a valori come artigianalità, ritualità e purezza.
Il teatro come metafora: il lancio al Kanze Noh Theater
Il debutto del piano marketing è avvenuto al Kanze Noh Theater di Ginza, un luogo che incarna l’essenza dell’estetica giapponese: sobrietà, cerimonia, silenzio e attenzione.
Un chiaro esempio di glocalizzazione, cioè adattamento del brand alle caratteristiche culturali del mercato estero, mantenendo l’identità di partenza ma riformulandone il linguaggio.
Perché è un caso studio da tenere a mente?
Il progetto mostra una strategia di country branding raffinata: il Parmigiano non viene “spinto” come prodotto italiano generico, ma incarnato come valore, unendo storytelling, estetica, esperienzialità e partnership istituzionali.
È un caso di marketing del Made in Italy ben progettato, che unisce:
- educazione culturale
- reputazione costruita sul lungo periodo
- investimento narrativo coerente con i valori del mercato di destinazione
Il Parmigiano Reggiano racconta un’idea di Italia. E quando lo fa bene, può affascinare anche il pubblico più esigente come quello giapponese.
Prossima tappa? Portare questo racconto nei ristoranti giapponesi, nelle cucine domestiche, nelle pagine degli influencer e nei cuori dei consumatori con una narrazione lenta, rispettosa e profonda. Come quella di una buona stagionatura.
“Likely the best snack ever”: Chiquita riscrive le regole della categoria
Nel mondo degli snack, la concorrenza è feroce: tra barrette proteiche, chips gourmet e prodotti funzionali, emergere è una sfida. Ma Chiquita ha scelto una strada diversa: non inventare uno snack nuovo ma reinventare la percezione della banana.
Con la campagna “Likely the Best Snack Ever”, firmata da Bitmama Reply, il brand compie un’operazione di reframing del prodotto: anziché posizionare la banana come “alternativa salutare”, la presenta come prima scelta smart, portatile, pulita, gustosa e perfetta anche in contesti “difficili” (mamme che devo dare uno snack ai bimbi in auto).
Il prodotto diventa soluzione
La forza della campagna è tutta nel benefit reale: la banana è naturale, non sporca, non fa rumore, è dolce ma leggera.
E tutto questo viene comunicato con una narrazione coinvolgente, multisensoriale e ironica:
- i video manifesto in stile cinematic, con macro dettagli sulla texture della buccia e della polpa;
- influencer marketing con il Banana Man, protagonista della sfida “Find a Better Snack” sui social;
- affissioni di grande impatto: Milano, Roma, Torino, Venezia e Napoli, tutto colorato di giallo per rafforzare il brand.
Questo permette a Chiquita di parlare il linguaggio della Gen Z e ha attutato una valorizzazione creativa del prodotto già presente nella vita quotidiana dei consumatori.
Questa campagna punta sull’efficacia del messaggio, sull’esperienza sensoriale e sul tono empatico. E mostra che a volte la strategia vincente è riscoprire il valore di ciò che è sempre stato lì.
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