Quando due simboli del calcio italiano si ritrovano nello stesso frame, il racconto si scrive quasi da solo. Nel nuovo spot di Amaro Montenegro per i 140 anni del brand, Francesco Totti e Luciano Spalletti si affrontano in un “duello moderno” dall’estetica spaghetti western: piazza polverosa, bar-saloon ma di quartiere, sguardi tesi e una battuta che scioglie la tensione «L’abbiamo rotto ’sto ghiaccio?».
Il payoff storico “Sapore Vero” resta al suo posto ma debutta una linea narrativa che ridefinisce il senso del marchio oggi: “Dove c’è amicizia”. Lo scontro scenico, infatti, si chiude con un brindisi che sigla una riconciliazione simbolica, in perfetta coerenza con il valore di convivialità che il brand presidia da sempre.
L’idea creativa si basa sul trasformare un conflitto reale in metafora universale: due protagonisti che hanno vissuto tensioni pubbliche si ritrovano, si riconoscono e brindano. Il tono è leggero ma il concetto alla base è serio: l’amicizia autentica è più forte del passato. La scelta del linguaggio western amplifica il contrasto (duello e risoluzione) e rende la storia immediatamente leggibile.
Da dove nasce lo scontro tra Totti e Spalletti?
Per capire perché questa “pace” funziona, serve un passo indietro. Il rapporto tra Totti e Spalletti ha vissuto una seconda stagione tesa nel 2016-2017, quando il tecnico tornò alla Roma tra gestione del minutaggio del capitano, esclusioni e frizioni mediatiche accesero un dibattito nazionale.
Nel febbraio 2016, dopo dichiarazioni molto commentate, Totti venne escluso per Roma–Palermo salvo poi rientrare: un episodio che segnò l’indice di criticità della relazione. Nel maggio 2017, a fine stagione (con la Roma seconda), Spalletti lasciò il club e da questo si collega anche la rottura al rapporto con Totti. Negli anni successivi, interviste e retroscena hanno continuato a riaprire il file, fino a dichiarazioni recentissime in cui Totti ha ribadito il proprio punto di vista e Spalletti ha provato a smussare gli angoli, sottolineando l’importanza dei segnali di pace.
Perché proprio loro? La scelta strategica del casting
Scegliere Totti e Spalletti significa lavorare con icone che portano una storia “vera” e riconoscibile, questa decisione di marketing si massimizza per tre effetti:
- rilevanza culturale: il pubblico italiano conosce il pregresso e il contesto diventa immediatamente emotivo;
- coerenza valoriale: Amaro Montenegro parla da sempre di amicizia e autenticità; trasformare un conflitto in incontro incarna la promessa fatta dal brand;
- memorabilità pubblicitaria: il contrasto “western” e la riconciliazione di due protagonisti reali crea uno schema narrativo ad alta memorabilità.
Il progetto è sviluppato internamente dal Gruppo Montenegro con la consulenza creativa di Vincenzo Vigo (Mosquito), a sottolineare la volontà di governare dall’interno il nuovo corso creativo.
La nuova linea narrativa: “Dove c’è amicizia”
La frase spiega che “Dove c’è amicizia” non cancella lo storico payoff “Sapore Vero” ma ne espande il significato.
Dunque, il “vero sapore” non rappresenta più solo il prodotto, ma diventa una metafora del legame umano: oggi il gusto autentico si trova nell’incontro tra le persone, nella capacità di capirsi, perdonarsi e condividere.
È un passaggio narrativo importante, perché:
- “Sapore Vero” era centrato sul prodotto e sulla tradizione (il gusto dell’amaro come simbolo distintivo);
- “Dove c’è amicizia” sposta il focus sui valori relazionali: autenticità nei rapporti.
Amaro Montenegro sceglie la via dell’empatia: quella che unisce, riconcilia e fa sorridere e ci fa riflettere che anche un duello può diventare un abbraccio.
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