loader image
Copertina dell'articolo dedicato agli obiettivi SMART nel marketing.

Cosa sono gli obiettivi SMART?

Cosa troverai nell'articolo?

“Vogliamo crescere”, “vogliamo farci conoscere di più” e “vogliamo vendere di più online”. Sono le frasi più comuni tra chi gestisce un panificio, una macelleria o una piccola azienda alimentare. Sono desideri legittimi ma non sono obiettivi: sono direzioni troppo vaghe per sapere, tra sei mesi, se il lavoro fatto ha funzionato oppure no.

Gli obiettivi SMART nascono proprio per colmare questo vuoto: trasformare un desiderio generico in qualcosa di misurabile, con una scadenza, che permette di dire con certezza “ce l’abbiamo fatta” oppure “no, dobbiamo cambiare strada”. Non è una tecnica riservata alle grandi aziende come molti pensano, funziona anche nelle piccole realtà food, dove ogni euro investito in comunicazione va giustificato con un risultato.

Obiettivi SMART: cosa significa ogni lettera dell’acronimo

SMART è un acronimo e ogni lettera corregge un difetto tipico degli obiettivi scritti “a sensazione”:

  • Specifico: non “vendere di più” ma “vendere più pane senza glutine”
  • Misurabile: un numero o una percentuale che permette di verificare il risultato;
  • Achievable, cioè raggiungibile: coerente con le risorse reali che hai e non un desiderio campato in aria;
  • Rilevante: legato a un problema vero della tua attività;
  • Temporizzato: con una scadenza precisa e non “prima o poi”.

Messo insieme, un obiettivo SMART per un forno che vuole crescere sul pane senza glutine diventa: “aumentare del 20% le vendite settimanali di pane senza glutine entro tre mesi, tramite un banco dedicato e comunicazione mirata ai clienti intolleranti già in lista contatti”. Una frase sola ma contiene già tutto: cosa, quanto, come, per chi ed entro quando.

Un panificio che vuole vendere di più senza sapere cosa vendere di più

Il caso più comune è quello di un panificio che vuole “vendere di più” senza aver deciso su cosa concentrarsi. Il risultato, quasi sempre, è una comunicazione dispersiva che parla un po’ di tutta la proposta, senza spingere nulla: un giorno il pane comune, il giorno dopo i dolci, la settimana successiva un prodotto stagionale, senza che nessuno di questi filoni abbia il tempo di radicarsi nella testa dei clienti.

Con un obiettivo SMART il ragionamento cambia: se il pane senza glutine ha margini migliori ed è già richiesto da alcuni clienti abituali, l’obiettivo diventa concentrare lì gli sforzi, con un numero preciso da raggiungere e una data di verifica. “Aumentare del 20% le vendite settimanali di pane senza glutine entro tre mesi” diventa il filo conduttore a cui appendere ogni scelta successiva.

In sostanza, questo significa tradurre l’obiettivo in azioni verificabili passo per passo:

  • dedicare uno scaffale o un banco visibile al prodotto e non mescolarlo agli altri pani
  • raccogliere i contatti dei clienti che già lo acquistano per comunicare loro in anteprima novità e disponibilità
  • pubblicare un contenuto a settimana dedicato solo a questo prodotto, invece di citarlo di sfuggita insieme al resto
  • contare le vendite settimanali del prodotto specifico (non il fatturato generale del forno) per sapere, mese dopo mese, se ci si sta avvicinando al 20%

Il punto centrale è che senza questo numero specifico da monitorare, sarebbe impossibile distinguere un mese buono per caso da una crescita reale legata alla strategia messa in campo.

Una macelleria che vuole “farsi conoscere di più”

Altro caso frequente: una macelleria che percepisce di aver perso visibilità rispetto a qualche anno fa e decide di “farsi conoscere di più” aprendo un profilo Instagram.

Senza un obiettivo chiaro, il profilo viene aggiornato a intermittenza per due mesi e poi abbandonato, perché nessuno sa dire se ha portato clienti oppure no: l’energia investita si esaurisce alla prima settimana senza risultati visibili.

Un obiettivo SMART per lo stesso problema potrebbe essere: “recuperare 15 clienti abituali persi negli ultimi due anni entro quattro mesi, tramite un contenuto settimanale sulla qualità delle materie prime e una promozione dedicata a chi non acquista da tempo”. Qui il numero (15 clienti), il tempo (quattro mesi) e le azioni concrete rendono possibile, a fine periodo, dire con certezza se ha funzionato.

Per rendere davvero misurabile un obiettivo come questo, servono alcuni accorgimenti pratici:

  • individuare chi sono, per nome, quei clienti persi: spesso il titolare li conosce già a memoria, anche senza un database formale
  • costruire una promozione dedicata solo a loro (un messaggio WhatsApp o un buono sconto alla prima riconsegna) invece di una promozione generica per tutti
  • segnare su un quaderno o un Google fogli chi torna e chi no, invece di affidarsi solo alla sensazione di “mi sembra che il negozio sia più pieno”
  • verificare a metà percorso, dopo due mesi, quanti dei 15 sono già tornati: se sono zero, è il momento di cambiare l’offerta o il canale usato per contattarli, non aspettare la scadenza finale per accorgersene

Una piccola azienda alimentare che vuole farsi notare dalla GDO

Gli obiettivi SMART funzionano bene anche per chi produce, non solo per chi vende al banco.

Una piccola azienda che produce, ad esempio, confetture artigianali spesso si pone un traguardo generico come “vogliamo entrare in più punti vendita” senza sapere da dove cominciare né come raccontarsi a chi decide gli acquisti. Il risultato è mandare la stessa presentazione generica a chiunque.

Un obiettivo SMART per lo stesso problema potrebbe essere: “ottenere 5 nuovi punti vendita specializzati nella propria regione entro sei mesi, tramite una presentazione aziendale curata, una scheda prodotto pensata per i buyer e un piano di contatti diretti con negozi selezionati”. Qui il numero (5 punti vendita), il perimetro (la propria regione) e la scadenza rendono l’obiettivo verificabile, e permettono di capire, mese dopo mese, se la comunicazione verso i buyer sta funzionando o va corretta.

Anche qui, l’obiettivo si scompone in passaggi che il titolare può controllare uno per uno:

  • stilare una lista di 15-20 negozi realmente in target (non tutti i negozi della regione ma quelli con un pubblico coerente con il prodotto), per avere un margine rispetto ai 5 da chiudere
  • preparare materiale specifico per chi acquista, diverso da quello pensato per il consumatore finale: margini, rotazione prevista e casi di altri punti vendita simili
  • fissare un ritmo di contatti realistico, ad esempio 3-4 negozi contattati a settimana, invece di un invio generico a tutti insieme e poi silenzio
  • segnare per ogni contatto lo stato di avanzamento (contattato, in trattativa, chiuso o rifiutato), così a tre mesi dall’inizio si può già capire se il ritmo porterà ai 5 punti vendita entro la scadenza o se serve intensificare gli sforzi

I 3 errori più comuni quando si scrivono obiettivi SMART

Il primo errore è averne troppi insieme: tre o quattro obiettivi SMART attivi nello stesso mese, in una piccola attività con poche persone in squadra, diluiscono le energie esattamente come li si voleva evitare. Meglio uno o due per volta, portati fino in fondo.

Il secondo errore è la scadenza troppo ambiziosa rispetto alle risorse reali: fissare “raddoppiare le vendite online in un mese” per un’attività che non ha mai fatto comunicazione digitale prima non è un obiettivo SMART, è un desiderio travestito da numero.

Il terzo errore, forse il più frequente, è non avere nessuno responsabile del monitoraggio: un obiettivo scritto ma mai riguardato a metà percorso resta lettera morta quanto un generico “vogliamo crescere”.

Vuoi definire obiettivi chiari e misurabili per la tua attività food?

Se senti di lavorare bene ma senza sapere se la tua comunicazione sta portando risultati, spesso il problema è non avere ancora obiettivi scritti in modo misurabile.

Noi di Your Social Food partiamo proprio da qui. Analizziamo la tua attività, il tuo mercato e le tue risorse reali per costruire obiettivi SMART e una strategia di comunicazione capace di raggiungerli, passo dopo passo.

Dalla definizione degli obiettivi fino al monitoraggio dei risultati nel tempo.

Se ti va, dai un’occhiata ai nostri servizi e richiedi un incontro gratuito per parlare della tua attività: possiamo costruire insieme un percorso, passo dopo passo.

Per qualsiasi informazione, scrivici a info@yoursocialfood.it.

Se ti è piaciuto questo articolo, iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui o nel box che trovi qui sotto: ogni settimana condividiamo strategie, ispirazioni e casi studio dal mondo del food marketing.

Ricordati sui nostri social pubblichiamo le notizie in breve e altri consigli utili per ristoratori e aziende food, seguici su Instagram e Tiktok!

Alla prossima, ti aspettiamo :)

Perché non condividerlo :)

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Notizie Marketing!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Ristorazione!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Consulenza!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Contenuti Gratuiti!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Social Media Marketing!

Grande!

Sei riuscitə ad afferrare Food Photography!