La nuova Bearista Cold Cup, una bottiglia a forma di orsetto con berretto verde e cannuccia bianco-verde, non è ancora arrivata nei negozi eppure è già virale.
Sui social, i fan scrivono frasi come “Non è un desiderio, è un bisogno” o “Se non la trovo, piango”.
Una tazza che annuncia il Natale
Il 5 novembre, Starbucks ha presentato ufficialmente la nuova tazza Bearista, in concomitanza con l’annuncio del ritorno del suo menù natalizio, previsto per il giorno successivo.
Coincidenza? Ovviamente no.
Ogni anno, l’arrivo delle holiday cups segna per i fan del marchio l’inizio non ufficiale della stagione natalizia. Questa volta, però, Starbucks ha deciso di fare qualcosa di diverso.
La Bearista Cup con il suo design tenero e perfettamente “Instagrammabile” diventa un’estensione del brand stesso.
Perché lanciare una nuova tazza?
Ecco le principali logiche strategiche dietro questa scelta:
1. Attivare il desiderio (prima dell’acquisto)
Starbucks ha creato attesa e scarsità.
Mostrare il prodotto in un breve Reel, accompagnato da musica natalizia e senza una vera data di vendita immediata, è una tipica mossa di pre-launch marketing. Genera hype, commenti, condivisioni, e soprattutto emozione fra la community.
2. Rafforzare il legame tra prodotto e stagione
Il brand ha da tempo compreso che le bevande stagionali e gli oggetti da collezione possono trasformare un acquisto in un rituale da fare tutti gli anni. Ogni anno, il Pumpkin Spice Latte segna l’autunno, le tazze rosse l’inizio del Natale e ora, la Bearista Cup diventa un simbolo tangibile dell’arrivo del periodo più caldo (emotivamente) dell’anno.
L’oggetto serve da ancora emotiva: ogni volta che un cliente la usa, rivive l’atmosfera delle feste, rafforzando l’associazione positiva con il brand.
3. Creare viralità organica
Il design stesso è pensato per i social. La forma dell’orso, i colori, la cannuccia, persino il nome “Bearista” (un gioco di parole tra bear e barista), sono elementi che nascono per essere condivisi.
Questo tipo di oggetto rientra in una strategia di UGC marketing (user-generated content): il brand lancia un prodotto, i consumatori creano spontaneamente contenuti e amplificano il messaggio in modo autentico.
4. Trasformare il merchandising in status symbol
Le tazze Starbucks sono oggetti di identità culturale. Possederne una (soprattutto in edizione limitata) significa appartenere a un gruppo preciso, fatto di appassionati, collezionisti e fan del marchio.
Clicca qui per guardare il video lancio del Bearista Cup su Instagram.
Alcuni idee per altri brand food e ristoranti
Ad esempio, un’azienda che produce formaggi artigianali potrebbe creare un “kit delle feste” con un tagliere in legno inciso con una frase, disponibile solo nel periodo natalizio.
Il prodotto un oggetto che racconta la convivialità e ogni volta che il cliente usa quel tagliere, rivive il momento di condivisione legato al brand.
Oppure, un ristorante di cucina locale potrebbe lanciare, all’inizio dell’autunno, una ciotola in ceramica personalizzata con il nome del locale e una frase legata alla stagione.
Chi ordina un piatto speciale del menù autunnale riceve la ciotola in omaggio o può acquistarla come ricordo.
In entrambi i casi, la logica è la stessa: creare oggetti e gesti che raccontino un’emozione.
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