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Articolo sulla campagna marketing del gelato al gusto di latte materno di Frida

Il gelato al gusto di latte materno – Breast milk ice cream: provocazione di marketing o trovata geniale?

Cosa troverai nell'articolo?

Negli Stati Uniti, e più precisamente a New York, una notizia ha fatto il giro dei media in pochissimo tempo: una gelateria artigianale, la OddFellows Ice Cream Co., ha deciso di collaborare con Frida, un brand che produce articoli per l’infanzia, per lanciare un gusto davvero particolare: il Breast milk ice cream, ovvero il gelato al gusto di latte materno.

Prima di storcere il naso, facciamo subito chiarezza: no, non contiene latte umano. L’idea nasce per celebrare il lancio del nuovo tiralatte manuale 2-in-1 di Frida e per attirare l’attenzione su un tema delicato: l’allattamento e tutto ciò che lo riguarda.

Il gelato è stato realizzato con ingredienti tradizionali (latte, panna, tuorli, zucchero) a cui si aggiunge un ingrediente insolito: il colostro bovino liposomiale. Il colostro, per chi non lo sapesse, è il “primo latte” prodotto dai mammiferi subito dopo il parto ed è ricco di nutrienti e anticorpi. In questo caso proviene da mucche ed è stato inserito come tocco distintivo, capace di evocare l’idea del latte materno senza ovviamente ricorrere a quello umano.

Gelato al gusto di latte materno Frida
Fonte: www.corriere.it

Perché un gelato così?

La domanda sorge spontanea: chi ha avuto questa idea e perché?

La risposta sta nel funzionamento stesso del marketing esperienziale. Frida banalmente non voleva dire “abbiamo lanciato un nuovo tiralatte”, voleva che la notizia fosse talmente particolare da attirare l’attenzione di media, giornalisti, influencer e consumatori in tutto il Paese.

E quale modo migliore se non proporre un prodotto che rompe i tabù e suscita curiosità?

Il pop-up è stato organizzato nel quartiere di DUMBO, a Brooklyn, dal 5 al 10 agosto. Chi passava poteva assaggiare gratuitamente il gelato, scattare foto e condividerle sui social. Il prodotto è stato reso disponibile anche online, con spedizioni in tutti gli Stati Uniti a 12,99 dollari a pinta. In questo modo l’esperienza non è rimasta confinata a New York ma si è trasformata in un evento nazionale.

Com’era prevedibile, il gelato al latte materno ha fatto discutere. Da un lato c’è chi l’ha trovato geniale: un modo creativo, ironico e inaspettato di parlare di maternità e di un tema spesso trattato solo in chiave pratica. Dall’altro c’è chi ha sollevato dubbi etici, soprattutto per l’uso del colostro bovino, che viene normalmente destinato ai vitelli nei primi giorni di vita.

Al di là delle polemiche, però, l’obiettivo di Frida è stato raggiunto: far parlare di sé, associando il proprio nome a un concetto di cura, attenzione e dialogo con le neo-mamme, senza cadere nel tono freddo e tecnico tipico della categoria.



Gelato al latte materno Frida Fonte: www.greenme.it

Una lezione di marketing

Cosa impariamo da questa notizia?

  • Il marketing esperienziale funziona perché non si limita a raccontare un prodotto ma lo trasforma in un’esperienza memorabile. Chi ha assaggiato questo gelato difficilmente se lo dimenticherà e probabilmente racconterà l’episodio ad amici e parenti.
  • È stata usata la leva della provocazione controllata: il nome “breast milk” fa scalpore ma la comunicazione ufficiale è stata chiara nel precisare che non c’è latte umano nella ricetta. In questo modo la curiosità viene alimentata senza cadere nel sensazionalismo rischioso.
  • C’è stata una combinazione vincente di evento fisico e amplificazione digitale. Il pop-up a New York ha creato contenuti e foto, mentre la vendita online ha permesso a chiunque, anche a distanza, di sentirsi parte dell’esperienza.
  • Infine, il co-branding ha giocato un ruolo fondamentale. OddFellows ha portato la credibilità del mondo gelato, Frida la narrazione valoriale legata all’infanzia. Insieme hanno creato un’operazione che da sola difficilmente avrebbe avuto lo stesso impatto.

Quindi, il gelato al latte materno di OddFellows e Frida non è un prodotto pensato per entrare stabilmente nel mercato ma possiamo definirlo un’operazione di comunicazione e/o un esperimento provocatorio che divide ma che fa parlare. E in questo senso, è un successo: ha trasformato il lancio di un prodotto tecnico (un tiralatte) in un argomento virale, divertente e discusso a livello nazionale (ma non solo).

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