Immagina due delle icone più amate della cucina veloce britannica. Da una parte, KFC, con la sua gravy calda e cremosa che i fan chiamano “oro liquido”. Dall’altra, Greggs, con il sausage roll che da anni è la colazione (o lo snack) preferito di milioni di persone.
Ora, immagina di metterle insieme.
Quello che sta succedendo nel Regno Unito è una di quelle operazioni che ti fanno dire: “Era così ovvio perché non l’hanno fatto prima?” KFC e Greggs hanno deciso di unire le forze e lanciare un sausage roll da intingere nella gravy di KFC.
Per il lancio, hanno organizzato un tour di 3 giorni con distribuzione gratuita:
- 7 agosto → Southbank Centre, Londra
- 8 agosto → St Anne’s Square, Manchester
- 9 agosto → Times Square, Newcastle
E per chi non riesce a esserci? Niente paura: il 15 e 16 agosto la combo arriva anche su Uber Eats in quattro città (Londra, Manchester, Birmingham e Newcastle) in una versione “bucket” con sei sausage rolls e un’enorme vasca di gravy, a sole 10 sterline.
Come se non bastasse, i primi 200 fan di ogni tappa del tour hanno ricevuto un bucket hat esclusivo. Perché nel 2025 un po’ di merchandising giusto può trasformare un evento in un momento Instagram-ready.
Il perché dietro questa scelta
Questa collaborazione non nasce dal nulla.
La community KFC parla di gravy in toni quasi religiosi (“At KFC, il sugo è sangue”, ha detto senza mezzi termini Phoebe Syms, brand manager KFC) e i sausage rolls di Greggs sono considerati un’istituzione: 96 strati di pasta sfoglia dorata e friabile, come ricorda Fiona Mills, responsabile comunicazione Greggs.
È un’operazione fan-driven: arriva ascoltando i clienti, non inventando un trend dal nulla e questo fa la differenza.
Cosa ci insegna in termini di marketing?
Ecco alcuni concetti interessanti:
- Co-branding → due prodotti amati ma diversi, si uniscono senza togliersi attenzioni
- Effetto sorpresa → KFC che lancia qualcosa senza pollo? Notizia garantita
- Scarsità programmata → pochi giorni, poche città e merchandising limitato. Tradotto: “Se non ci sei ora, ti pentirai”.
- Omnicanalità → tour fisico per il contatto diretto e Uber Eats per estendere l’esperienza anche a chi è lontano.
È una formula che anche ristoranti e piccole catene possono replicare: basta trovare il partner giusto, ascoltare i clienti e costruire l’attesa.
Quello che colpisce non è solo il prodotto in sé ma il modo in cui lo stanno raccontando.
C’è un tono giocoso, una forte componente visiva, un uso sapiente della community e una disponibilità limitata che spinge all’azione.
E in fondo, non è questo che dovrebbe fare ogni brand che vuole restare nella memoria delle persone?
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